about Se dio c'è ma si nasconde molto bene allora il tempio è ovunque. altri link Cofano Cristina13 Essedikappa Filippo Gianky Hokusai Monade9 Oldog Oneforthepot Palommellarossa Qoelet Ubikindred Venedikt blog archivio gennaio 2008 dicembre 2006 agosto 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 counter visitato *loading* volte |
giovedì, 30 dicembre 2004 Riconosco e per la prima volta sono un animale visivo affaticato Riconosco e pochi minuti dopo spengo che tanto tormento mediatico non lo sostengo. Riconosco il modo di appiccare il fuoco alle pire riconosco i pianti delle donne che tornano bambine riconosco l’inglese mutuato da altre lingue riconosco le camicie che non sono mai vero bianco riconosco la striscia di schiena che i saree lasciano intravedere riconosco la sensazione visiva del video che restituisce quel mondo riconosco le gambe nude e magre dei contadini riconosco l’acqua marrone che invade e spaventa riconosco i volti le lamiere le insegne gli alfabeti. Riconosco una parte della mia storia più recente travolta dalla morte e rimango stordita. Mi chiedo se il Temple Shore tempio di sabbia sulla sabbia è ancora in piedi a sfidare tempo e salsedine. Arrivano telefonate a casa di amici lontani in preda alla devastazione. Io sono qui. Letteralmente immobile.
postato da sacerdotessaw |
22:38 | commenti (10)
giovedì, 16 dicembre 2004 Sabato 18 dicembre ore 17 mostra (mia)! Siete tutti invitati! postato da sacerdotessaw |
23:51 | commenti (25)
venerdì, 10 dicembre 2004 Cara Betsy, da quando sei partita innaffio i fiori tutti i giorni e ho già affogato ortensie e gardenie, con i vegetali non ho equilibrio, lo sai. Non hai più scritto dopo la cartolina dal traforo del Frejus, non so sei se in Irlanda o in Portogallo o seppellita tra i monaci tibetani con il cranio rapato. Che fine avranno fatto i tuoi capelli inconsistenti e leggeri? Dove si sta posando il tuo culo pesante? Dove cazzo sei, Betsy? Ti immagino a vivere tra pescatori asciugati dal sole, a mangiare ananas e pesce e mi chiedo, di notte me lo chiedo sempre, tutte le notti, perché sei partita. Cosa ti ha spinto. Cosa ti ha fatto riempire due zaini e un borsone di roba e ti ha buttato fuori da questa casa. Dicevi di amarmi. Mi dipingevi il corpo dei colori caldi quando ti sembrava che il tuo corpo non fosse sufficiente a scaldarmi. E ora? Te ne sei andata lasciando il tuo abito preferito steso sul letto, come un monito o come un morto, è la stessa cosa. Ti ho cullato per delle ore. Per delle ore ho tenuto fra le braccia il tuo involucro di stoffa e ti ho canticchiato la ninna nanna di Bregovic. Ma tu sei sparita. L’ultima notte, non lo sapevo sarebbe stata l’ultima, ti ho dato una delle mie tette come una madre, una vacca, una madonna. Ti ho allattato d’aria, ti ho preso fra le braccia e ti ho offerto la mia tetta. Che hai preso, divoratrice. Mi dicevi degli uomini che ti seguivano come cagne in calore, che sedevi per strada e sbottonavi la camicetta e che a turno, uno dopo l’altro, si cibavano del tuo seno. Mi dicevi di aver allattato senza latte villaggi interi di uomini in lacrime. Ho pensato che, per una volta, prosciugata nel dare, avessi bisogno di prendere. Di bere. Di nutrirti. Ma poi te ne sei andata in un posto che solo tu sai. E non so come rintracciarti. A volte mi ritrovo in stazione a prendere il primo treno che capita nella speranza di trovarti assorta nella lettura, a disegnare la condensa del finestrino, a parlare con qualche trans in tua adorazione, non ho mai capito la ragione ma forse perché tu così femmina. Cos’è stato a farti andare? Quale movimento si è sviluppato? E’ stato rivedere il tuo maestro d’arte? Sempre in bilico tra la metafora esistenziale, l’andare oltre il visibile e dentro la figa che parla? Cosa è successo? Scendo in strada per la spesa e mi travolge una nuca inclinata, uno sguardo fisso. Le tue parole precise e la notte dei deliri che mi svegliavi con la pila puntata in fronte e mi ripetevi, citando, che il passo tra la realtà che viene fotografata in quanto ci appare bella e la realtà che ci appare bella in quanto è stata fotografata è brevissimo e poi scoppiavi a ridere e tornavi a letto e mi lasciavi lì demente di sonno e incomprensione. Eravamo erotiche al mattino, te lo ricordi? Te lo ricordi o un vuoto pneumatico ha cancellato tutte le immagini dalla tua memoria? Betsy, dove sei? Io sono qui. E ti amo di prolungata assenza, di martellante condanna. Tua Anna postato da sacerdotessaw |
23:43 | commenti (12)
Mi sono già stufata. A me questo mondo mi fa cagare! postato da sacerdotessaw |
00:36 | commenti (8)
sabato, 04 dicembre 2004 Alla visita 1789 il mio spirito storico potrebbe commuoversi. Datemi emozioni, vi prego!
postato da sacerdotessaw |
00:25 | commenti (6)
Lasciatelo in pace. Dio è mio e non è quello che dite, pieno di croci e spine. Dio è libero, ha soffici ali e vola dappertutto, come le fronde al vento in prateria, come la morte sui tetti delle città. Salvatore Toma (Foglio senza numerazione, sett. 1982) |